Referendum popolare abrogativo del 12 giugno 2022

Referendum Popolare abrogativo 12 giugno 2022

Con 5 decreti del Presidente della Repubblica del 6 aprile 2022, pubblicati in Gazzetta Ufficiale 7 aprile 2022, n. 82, è stata fissata al 12 giugno 2022 la data dei 5 referendum abrogativi sulla giustizia dichiarati ammissibili dalla Corte Costituzionale (sentenze 16 febbraio – 8 marzo 2022, nn. 56, 57, 58, 59 e 60). Si vota nella sola giornata di Domenica 12 giugno 2022 dalle ore 7:00 alle ore 22:00.

Politici condannati

Si prevede innanzitutto l’indizione del referendum popolare per l’abrogazione del Testo Unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto a ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi.

Custodia cautelare

Viene indetto referendum popolare per la limitazione delle misure cautelari, con abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lett. c), c.p.p., in materia di misure cautelari e, di esigenze cautelari nel processo penale.

Separazione delle “funzioni” dei magistrati

Viene poi indetto il referendum popolare per la separazione delle funzioni dei magistrati, con abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati.

Consigli giudiziari

Viene indetto il referendum popolare per la partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei Consigli giudiziari. Abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei Consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte.

Elezione del Consiglio superiore della magistratura

Viene infine indetto il referendum popolare per l’abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura.

I quesiti referendari

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6 aprile 2022 .
PUBBLICATO SULLA GAZZETTA UFFICIALE N. 82 DEL 07 aprile 2022

«Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi, a norma dell’articolo 1, comma 63, della legge 6 novembre 2012, n. 190)?»

«Volete voi che sia abrogato il decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 447 (Approvazione del codice di procedura penale) risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 274, comma 1, lettera c) , limitatamente alle parole: “o della stessa specie di quello per cui si procede. Se il pericolo riguarda la commissione di delitti della stessa specie di quello per cui si procede, le misure di custodia cautelare sono disposte soltanto se trattasi di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a quattro anni ovvero, in caso di custodia cautelare in carcere, di delitti per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni nonché per il delitto di finanziamento illecito dei partiti di cui all’art. 7 della legge 2 maggio 1974, n. 195 e successive modificazioni.”?»

«Volete voi che siano abrogati: l’“Ordinamento giudiziario” approvato con regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 192, comma 6, limitatamente alle parole: “, salvo che per tale passaggio esista il parere favorevole del Consiglio superiore della magistratura”; la legge 4 gennaio 1963, n. 1 (Disposizioni per l’aumento degli organici della Magistratura e per le promozioni), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 18, comma 3: “La Commissione di scrutinio dichiara, per ciascun magistrato scrutinato, se è idoneo a funzioni direttive, se è idoneo alle funzioni giudicanti o alle requirenti o ad entrambe, ovvero alle une a preferenza delle altre”; il decreto legislativo 30 gennaio 2006, n. 26, recante «Istituzione della Scuola superiore della magistratura, nonché disposizioni in tema di tirocinio e formazione degli uditori giudiziari, aggiornamento professionale e formazione dei magistrati, a norma dell’art. 1, comma 1, lettera b) , della legge 25 luglio 2005, n. 150», nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 23, comma 1, limitatamente alle parole: “nonché per il passaggio dalla funzione giudicante a quella requirente e viceversa”; il decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, recante “Nuova disciplina dell’accesso in magistratura, nonché in materia di progressione economica e di funzioni dei magistrati, a norma dell’art. 1, comma 1, lettera a) , della legge 25 luglio 2005, n. 150”, nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, in particolare dall’art. 2, comma 4 della legge 30 luglio 2007, n. 111 e dall’art. 3 -bis , comma 4, lettera b) del decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, in legge 22 febbraio 2010, n. 24, limitatamente alle seguenti parti: art. 11, comma 2, limitatamente alle parole: “riferita a periodi in cui il magistrato ha svolto funzioni giudicanti o requirenti”; art. 13, riguardo alla rubrica del medesimo, limitatamente alle parole: “e passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa”; art. 13, comma 1, limitatamente alle parole: “il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti,”; art. 13, comma 3: “3. Il passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, non è consentito all’interno dello stesso distretto, né all’interno di altri distretti della stessa regione, né con riferimento al capoluogo del distretto di corte di appello determinato ai sensi dell’art. 11 del codice di procedura penale in relazione al distretto nel quale il magistrato presta servizio all’atto del mutamento di funzioni. Il passaggio di cui al presente comma può essere richiesto dall’interessato, per non più di quattro volte nell’arco dell’intera carriera, dopo aver svolto almeno cinque anni di servizio continuativo nella funzione esercitata ed è disposto a seguito di procedura concorsuale, previa partecipazione ad un corso di qualificazione professionale, e subordinatamente ad un giudizio di idoneità allo svolgimento delle diverse funzioni, espresso dal Consiglio superiore della magistratura previo parere del consiglio giudiziario. Per tale giudizio di idoneità il consiglio giudiziario deve acquisire le osservazioni del presidente della corte di appello o del procuratore generale presso la medesima corte a seconda che il magistrato eserciti funzioni giudicanti o requirenti. Il presidente della corte di appello o il procuratore generale presso la stessa corte, oltre agli elementi forniti dal capo dell’ufficio, possono acquisire anche le osservazioni del presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati e devono indicare gli elementi di fatto sulla base dei quali hanno espresso la valutazione di idoneità. Per il passaggio dalle funzioni giudicanti di legittimità alle funzioni requirenti di legittimità, e viceversa, le disposizioni del secondo e terzo periodo si applicano sostituendo al consiglio giudiziario il Consiglio direttivo della Corte di cassazione, nonché sostituendo al presidente della corte d’appello e al procuratore generale presso la medesima, rispettivamente, il primo presidente della Corte di cassazione e il procuratore generale presso la medesima.”; art. 13, comma 4: “4. Ferme restando tutte le procedure previste dal comma 3, il solo divieto di passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, all’interno dello stesso distretto, all’interno di altri distretti della stessa regione e con riferimento al capoluogo del distretto di corte d’appello determinato ai sensi dell’art. 11 del codice di procedura penale in relazione al distretto nel quale il magistrato presta servizio all’atto del mutamento di funzioni, non si applica nel caso in cui il magistrato che chiede il passaggio a funzioni requirenti abbia svolto negli ultimi cinque anni funzioni esclusivamente civili o del lavoro ovvero nel caso in cui il magistrato chieda il passaggio da funzioni requirenti a funzioni giudicanti civili o del lavoro in un ufficio giudiziario diviso in sezioni, ove vi siano posti vacanti, in una sezione che tratti esclusivamente affari civili o del lavoro. Nel primo caso il magistrato non può essere destinato, neppure in qualità di sostituto, a funzioni di natura civile o miste prima del successivo trasferimento o mutamento di funzioni. Nel secondo caso il magistrato non può essere destinato, neppure in qualità di sostituto, a funzioni di natura penale o miste prima del successivo trasferimento o mutamento di funzioni. In tutti i predetti casi il tramutamento di funzioni può realizzarsi soltanto in un diverso circondario ed in una diversa provincia rispetto a quelli di provenienza. Il tramutamento di secondo grado può avvenire soltanto in un diverso distretto rispetto a quello di provenienza. La destinazione alle funzioni giudicanti civili o del lavoro del magistrato che abbia esercitato funzioni requirenti deve essere espressamente indicata nella vacanza pubblicata dal Consiglio superiore della magistratura e nel relativo provvedimento di trasferimento.”; art. 13, comma 5: “5. Per il passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti, e viceversa, l’anzianità di servizio è valutata unitamente alle attitudini specifiche desunte dalle valutazioni di professionalità periodiche.”; art. 13, comma 6: “6. Le limitazioni di cui al comma 3 non operano per il conferimento delle funzioni — 5 — 7-4-2022 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale – n. 82 di legittimità di cui all’art. 10, commi 15 e 16, nonché, limitatamente a quelle relative alla sede di destinazione, anche per le funzioni di legittimità di cui ai commi 6 e 14 dello stesso art. 10, che comportino il mutamento da giudicante a requirente e viceversa.”; il decreto-legge 29 dicembre 2009, n. 193, convertito, con modificazioni, in legge 22 febbraio 2010, n. 24 (Interventi urgenti in materia di funzionalità del sistema giudiziario), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad essa successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 3, comma 1, limitatamente alle parole: “Il trasferimento d’ufficio dei magistrati di cui al primo periodo del presente comma può essere disposto anche in deroga al divieto di passaggio da funzioni giudicanti a funzioni requirenti e viceversa, previsto dall’art. 13, , commi 3 e 4, del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160.”?».

«Volete voi che sia abrogato il decreto legislativo 27 gennaio 2006, n. 25, recante «Istituzione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e nuova disciplina dei consigli giudiziari, a norma dell’art. 1, comma 1, lettera c) della legge 25 luglio 2005, n. 150», risultante dalle modificazioni e integrazioni successivamente apportate, limitatamente alle seguenti parti: art. 8, comma 1, limitatamente alle parole “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’art. 7, comma 1, lettera a)”; art. 16, comma 1, limitatamente alle parole: “esclusivamente” e “relative all’esercizio delle competenze di cui all’art. 15, comma 1, lettere a) , d) ed e) ”?».

«Volete voi che sia abrogata la legge 24 marzo 1958, n. 195 (Norme sulla costituzione e sul funzionamento del Consiglio superiore della magistratura), nel testo risultante dalle modificazioni e integrazioni ad esso successivamente apportate, limitatamente alla seguente parte: art. 25, comma 3, limitatamente alle parole “unitamente ad una lista di magistrati presentatori non inferiore a venticinque e non superiore a cinquanta. I magistrati presentatori non possono presentare più di una candidatura in ciascuno dei collegi di cui al comma 2 dell’art. 23, né possono candidarsi a loro volta”?».

Voto temporanei estero

L’art. 4-bis, comma 2, della legge n. 459/0 l, modificato da ultimo dall’articolo 6, comma 2, lett. a), della legge 3 novembre 2017, n. 165 prevede che l’opzione di voto per corrispondenza degli elettori temporaneamente all’estero pervenga direttamente al comune d’iscrizione nelle liste elettorali entro il trentaduesimo giorno antecedente la data di votazione e quindi, entro l’11 maggio p.v., in tempo utile per l’immediata comunicazione al Ministero dell’’Interno.

L’opzione potrà pervenire al comune per posta, per tele fax, per posta elettronica anche non certificata, e potrà essere recapitata a mano anche da persona diversa dall’interessato.

Per quanto attiene ai contenuti e alle modalità di inoltro, la dichiarazione di opzione, redatta su carta libera e necessariamente corredata di copia di un documento d’identità valido dell’elettore, deve in ogni caso contenere l’indirizzo postale estero cui va inviato il plico elettorale ed una dichiarazione attestante il possesso dei requisiti di cui al comma l del citato art. 4-bis, resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

Peraltro, con riferimento al presupposto temporale della presenza dell’elettore all’estero per un periodo minimo di almeno tre mesi nel quale ricade la data di svolgimento della consultazione, si ritiene che la relativa domanda debba ritenersi validamente prodotta ove si dichiari espressamente tale circostanza, ed anche se l’interessato non si trovi all’estero al momento della domanda stessa, purché il periodo previsto e dichiarato di temporanea residenza comprenda la data stabilita per la vota zione.

Ciò, al fine di tutelare il diritto di elettorato attivo, garantendo comunque la corretta organizzazione e la regolarità del procedimento elettorale.

Al fine di permetterne la necessaria diffusione a vista con ogni mezzo ritenuto idoneo (tra cui in ogni caso il sito internet del comune), viene allegato alla presente l’apposito modello di opzione, che potrebbe essere utilizzato dai suddetti elettori temporaneamente residenti all’estero che intendono ivi esprimere il voto per corrispondenza.

Tessera elettorale

È molto importante che prima delle prossime consultazioni referendarie ognuno controlli:

– se è ancora in possesso della Tessera Elettorale

– se l’indirizzo scritto sulla Tessera è corretto

Ecco come comportarsi per ognuna di queste evenienze.

DUPLICATO

Se non si è più in possesso della Tessera Elettorale occorre richiederne un’altra compilando il modello e consegnandolo all’Ufficio.

PER RICHIEDERE UN’ALTRA TESSERA È POSSIBILE:

recarsi personalmente all’Ufficio:

L’interessato si presenta all’Ufficio con un documento di riconoscimento e con il modulo di richiesta; la Tessera nuova viene consegnata immediatamente.

– delegare qualcuno:

La persona delegata deve presentarsi con un proprio documento di riconoscimento valido.

Deve consegnare il modulo di richiesta compilato e firmato dal delegante, accompagnato dalla fotocopia di un documento di riconoscimento, e una delega in carta libera; la tessera nuova viene consegnata immediatamente.

– inviare un messaggio di posta elettronica:

Si può inviare la richiesta tramite una e-mail (sportello@comune.spello.pg.it); al più presto la Tessera nuova sarà notificata al domicilio da un incaricato del Comune.

È anche possibile accordarsi con l’Ufficio perché la Tessera venga ritirata dall’interessato oppure da un delegato, che si deve presentare con un proprio documento di identità valido e una delega in carta libera.

AGGIORNAMENTO INDIRIZZO

Se si è in possesso di una Tessera Elettorale con un indirizzo da aggiornare o inesatto occorre telefonare all’Ufficio per verificare la situazione e prendere gli accordi necessari.

Voto domiciliare

Voto domiciliare per elettori affetti da infermità che ne rendano impossibile l’allontanamento dall’abitazione

IL SINDACO

Visto l’art. 1 del D.L. 3 gennaio 2006, n. 1, convertito, con modificazioni, della legge 27 gennaio 2006, n. 22 e successive modificazioni che, ai primi quattro commi, testualmente recita:

«Art. 1 – Voto domiciliare per elettori affetti da infermità che ne rendano impossibile l’allontanamento dall’abitazione.

  1. Gli elettori affetti da gravissime infermità, tali che l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano risulti impossibile, anche con l’ausilio dei servizi di cui all’articolo 29 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e gli elettori affetti da gravi infermità che si trovino in condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali tali da impedirne l’allontanamento dall’abitazione in cui dimorano, sono ammessi al voto nelle predette dimore.
  2. Le disposizioni del presente articolo si applicano in occasione delle elezioni della Camera dei deputati, del Senato della Repubblica, dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia e delle consultazioni referendarie disciplinate da normativa statale. Per le elezioni dei presidenti delle province e dei consigli provinciali, dei sindaci e dei consigli comunali, le disposizioni del presente articolo si applicano soltanto nel caso in cui l’avente diritto al voto domiciliare dimori nell’ambito del territorio, rispettivamente, del comune o della provincia per cui è elettore.
  3. Gli elettori di cui al comma 1 devono far pervenire, in un periodo compreso tra il quarantesimo e il ventesimo giorno antecedente la data della votazione, al sindaco del comune nelle cui liste elettorali sono iscritti:
  4. a) una dichiarazione in carta libera, attestante la volontà di esprimere il voto presso l’abitazione in cui dimorano e recante l’indicazione dell’indirizzo completo di questa;
  5. b) un certificato, rilasciato dal funzionario medico, designato dai competenti organi dell’azienda sanitaria locale, in data non anteriore al quarantacinquesimo giorno antecedente la data della votazione, che attesti l’esistenza delle condizioni di infermità di cui al comma 1, con prognosi di almeno sessanta giorni decorrenti dalla data di rilascio del certificato, ovvero delle condizioni di dipendenza continuativa e vitale da apparecchiature elettromedicali.

3-bis. Fatta salva ogni altra responsabilità, nei confronti del funzionario medico che rilasci i certificati di cui al comma 3, lettera b), in assenza delle condizioni di infermità di cui al comma 1 l’azienda sanitaria locale dispone la sospensione dal rapporto di servizio per la durata di tre mesi per ogni certificato rilasciato e comunque per un periodo non superiore a nove mesi.

  1. Ove sulla tessera elettorale dell’elettore di cui al comma 1 non sia già inserita l’annotazione del diritto al voto assistito, il certificato di cui al comma 3, lettera b), attesta l’eventuale necessità di un accompagnatore per l’esercizio del voto.»;

Vista la circolare del Ministero dell’Interno 8 maggio 2009, n 28;

Visto lo Statuto Comunale;

RENDE NOTO:

Gli elettori interessati dovranno far pervenire la prescritta dichiarazione entro il giorno 23 maggio 2022, (20° giorno antecedente quello del voto), utilizzando preferibilmente l’apposito modulo da ritirare presso l’Ufficio elettorale comunale qui in allegato.

In caso di Elezioni comunali la dichiarazione suddetta vale anche per l’eventuale turno di ballottaggio.

L’Ufficio elettorale comunale è a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Il presente avviso, in relazione al disposto dell’art. 32, comma 1, della legge 18 giugno 2009, n. 69, è inserito nel sito Web istituzionale di questo comune.

Esercizio diritto di voto portatori di handicap

IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO

Vista la legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante “Legge – quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” che all’art. 29, testualmente recita:

  1. In occasione di consultazioni elettorali, i comuni organizzano i servizi di trasporto pubblico in modo da facilitare agli elettori handicappati il raggiungimento del seggio elettorale.
  2. Per rendere più agevole l’esercizio del diritto di voto, le unità sanitarie locali, nei tre giorni precedenti la consultazione elettorale, garantiscono in ogni comune la disponibilità di un adeguato numero di medici autorizzati per il rilascio dei certificati di accompagnamento e dell’attestazione medica di cui all’articolo 1 della legge 15 gennaio 1991, n. 15.
  3. Un accompagnatore di fiducia segue in cabina i cittadini handicappati impossibilitati ad esercitare autonomamente il diritto di voto. L’accompagnatore deve essere iscritto nelle liste elettorali. Nessun elettore può esercitare la funzione di accompagnatore per più di un handicappato. Sul certificato (ora tessera) elettorale dell’accompagnatore è fatta apposita annotazione dal presidente del seggio nel quale egli ha assolto tale compito.

Presi gli opportuni accordi con il responsabile sanitario dell’Azienda Sanitaria Locale;

RENDE NOTO

Che ai sensi dell’art.19, comma l-bis, della legge 10 dicembre 1993, n. 515, introdotto dall’art. 1-ter del d.l. 13 maggio 1999, n. 131, convertito nella legge 13 luglio 1999, n. 225, per le prossime consultazioni elettorali, al fine di facilitare agli elettori portatori di handicap il raggiungimento del seggio elettorale, questo Comune ha organizzato un apposito servizio di trasporto in collaborazione con la Croce Rossa. Gli interessati a detto servizio potranno telefonare allo

Tel. 0742 354313

Domenica 12 giugno dalle ore 08;00 alle ore 20;00

Gli elettori portatori di handicap che ritengono di avere diritto al rilascio del certificato di accompagnamento in cabina, potranno rivolgersi:

  • nei 30 giorni antecedenti la data delle votazioni dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:00 presso il Centro DI MEDICINA LEGALE in Via Fiammenga 55a – Foligno;
  • il giorno DOMENICA 12 giugno 2022 dalle ore 09:00 alle ore 11:00 alla Dott.ssa Federica CORRIDONI (tel. 348 2887346) presso il Centro DI MEDICINA LEGALE in Via Fiammenga 55a – Foligno.

Dalla residenza comunale, lì 12.05.2022

Assegnazione spazi propaganda

Con atto Giunta Municipale n. 87 dell’11 maggio 2022 il Comune di Spello ha provveduto all’assegnazione degli spazi per la propaganda diretta in occasione dei cinque referendum popolari indetti per il 12 giugno 2022.

Convocazione Commissione Elettorale Comunale per nomina scrutatori

  IL  SINDACO

  RENDE  NOTO

che la Commissione elettorale comunale è convocata nella sede del Comune in pubblica adunanza per il giorno 23 maggio 2022, alle ore 10:00 per procedere alla nomina degli scrutatori che saranno destinati agli uffici di sezione per i referendum popolari e per le altre consultazioni elettorali eventualmente indette per il giorno di domenica 12 giugno 2022.

Elenco degli scrutatori nominati

COMMISSIONE ELETTORALE COMUNALE

VERBALE N. 12

OPERAZIONE DI NOMINA DEGLI SCRUTATORI E FORMAZIONE DELLA GRADUATORIA DEGLI EVENTUALI SOSTITUTI.

VOTAZIONI DEL GIORNO 12-06-2022.

 

 

Nell’Ufficio municipale, addì VENTITRE MAGGIO DUEMILAVENTIDUE, alle ore 10:17, regolarmente convocata, si è riunita in PRIMA convocazione la Commissione elettorale comunale, nelle persone dei signori:

 

n.d. COMPONENTI Assenza
 1 LANDRINI MORENO Sindaco   No
 4 MARIOTTI FRANCESCA membro effettivo Si
 5 BENEDETTI SARA membro effettivo si
 6 FASTELLINI ENZO membro effettivo No

Vista la comunicazione del Consigliere Mariotti Francesca prot. N. 9471 del 16.05.2022 con la quale delega l’Assessore Zaroli Rosanna a presiedere l’adunanza della CEC in data odierna;

Vista la comunicazione del Consigliere Sara Benedetti prot. N. 10072 del 23.05.2022 con la quale delega il Consigliere Rosignoli Daniele a presiedere l’adunanza della CEC in data odierna;

Assistita, con funzioni di segretario, dal Signor PETRUCCI CLAUDIO Ufficiale Elettorale.

Riconosciuta legale l’adunanza ai sensi dell’art.14 del T.U. 20 marzo 1967, n. 223 e successive modificazioni, il Presidente invita i presenti alla trattazione dell’argomento in oggetto.

L A C O M M I S S I O N E

Visto l’art. 4-bis, del T.U. delle leggi per la disciplina dell’elettorato attivo e per la tenuta e revisione delle liste elettorali, approvato con d.P.R. 20 marzo 1967, n.223.

Visto che il giorno 13-05-2022, con decreto sono stati convocati i comizi elettorali.

Visto l’art.6 della legge 8 marzo 1989, n.95 e successive modificazioni (art. 9 della legge n.270/2005), che detta nuove norme per la nomina degli scrutatori;

Dato atto che il Sindaco, in data 13-05-2022, ha disposto la pubblicazione, all’albo pretorio di questo Comune, del manifesto preannunziante la presente riunione;

Visto che a cura dell’ufficio di segreteria, e’ stato messo a disposizione di questa Commissione il materiale necessario per dare corso alle operazioni di nomina;

Visto che il corpo elettorale di questo comune e’ suddiviso in complessive n. 9 sezioni elettorali ivi comprese:

 

– N. 0 sezioni elettorali nella cui circoscrizione esistono ospedali e case di cura
  con almeno 100 e fino a 199 posti letto;
– N. 3 sezioni elettorali nella cui circoscrizione esistono ospedali e case di cura
  con meno di 100 posti letto;
– N. 0 sezioni elettorali nella cui circoscrizione esistono luoghi di detenzione e
  di custodia preventiva;
– N. 0 sezioni ospedaliere;

Visto che, per ogni sezione elettorale, il seggio deve essere composto, oltre che dal Presidente da:

  1. a) Elezioni politiche ed elezioni europee (34 del D.P.R. 30 marzo 1957, n.361 e successive modificazioni): N. 4 scrutatori;
  2. b) Referendum (19 della legge 25 maggio 1970, n.352): N. 3 scrutatori.
  3. c) Elezioni amministrative (20, comma 1, del D.P.R. 16 maggio 1960, n.570 e successive modificazioni): N. 4 scrutatori

Visto l’art. 9 della legge 23 aprile 1976, n. 136, che testualmente recita ai commi 1° e 9°:

  • comma : “Per le sezioni elettorali, nella cui circoscrizione esistono ospedali e case di cura con almeno 100 e fino a 199 posti letto o luoghi di detenzione e di custodia preventiva, il voto degli elettori ivi esistenti viene raccolto, durante le ore in cui e’ aperta la votazione, da uno speciale seggio, composto da un presidente e da due scrutatori, nominati con le modalità stabilite per tali nomine“.
  • comma : “Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche per le sezioni ospedaliere per la raccolta del voto dei ricoverati che a giudizio della direzione sanitaria non possono accedere alla cabina“.

Visto l’art.2 della legge 22 maggio 1978, n.199, che testualmente recita:

Per gli uffici di sezione per il referendum nelle cui circoscrizioni esistono ospedali e case di cura con meno di 100 letti, il numero degli scrutatori e’ aumentato a quattro“.

Dato atto che, alla data odierna, l’Albo Comunale degli scrutatori, formato a seguito di domanda degli elettori ed elettrici del Comune e costituito da n. 455 iscritti;

Ritenuto di dover procedere, ai sensi dell’art.9 della legge n.270/2005, alle operazioni di nomina;

Dopo esame e discussione, con voti palesi n. 4 su n. 4 votanti,

DELIBERA

di procedere alla nomina fra gli elettori ed elettrici iscritti alla data odierna nell’Albo Comunale degli scrutatori, mediante le seguenti operazioni per la nomina di n. 30 scrutatori come risultanti dall’allegato elenco “A”, che fa parte integrante del presente verbale

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